Lo Statuto dell’Associazione Italiana Cultura Previdenziale

Approvato nell’Assemblea Straordinaria del 29 novembre 2014

 

Articolo 1 – Denominazione

E’ costituita l’Associazione non riconosciuta di promozione culturale denominata “Associazione Italiana per la Cultura Previdenziale” (AICP).

Articolo 2 – Sede e durata

L’Associazione ha sede a Roma, in Via Aniene n.14 quarto piano e la sua durata è fissata al 31 dicembre 2050.

Essa potrà tuttavia essere sciolta anticipatamente, qualora lo scopo dell’Associazione venga conseguito prima della scadenza di detto termine ovvero ulteriormente

prorogata nella sua durata in caso di mancata realizzazione dello scopo entro lo stesso termine.

Articolo 3 – Scopo

L’Associazione è indipendente, aconfessionale, apartitica e senza fini di lucro.

Essa ha lo scopo di:

1) Diffondere la cultura previdenziale e del welfare in Italia e all’estero, tramite lo studio, lo sviluppo, l’insegnamento, la formazione e la comunicazione di tutte le tematiche idonee al raggiungimento di tale finalità;

2) Creare una comunità di associati esperti ed interessati al tema previdenziale e del welfare che, mediante lo scambio e il confronto di idee e progetti, realizzi attività dirette allo sviluppo della cultura previdenziale e del welfare;

3) Favorire una proficua collaborazione tra soci ed un’attività sinergica nell’ambito delle iniziative di studio, ricerca e informazione promosse dal mondo accademico, dalle istituzioni pubbliche e private e dagli operatori del settore.

Articolo 4 – Soci

Possono aderire all’Associazione:

(i) coloro che hanno partecipato a corsi e master in materia di previdenza complementare organizzati da Università italiane ed estere o da istituzioni di ricerca pubbliche o private riconosciute;

(ii) coloro che operano nel settore previdenziale e del welfare;

(iii) in generale coloro che manifestano interesse per la conoscenza e l’approfondimento dei temi della previdenza e del welfare.

Gli aderenti all’Associazione si distinguono in:

  • soci ordinari: vincolati al pagamento della quota associativa e con diritto di voto in assemblea
  • soci affiliati: per il periodo massimo di un anno sono esonerati dal pagamento della quota. Non hanno diritto di voto in Assemblea. Possono rientrare in questa tipologia: studenti, disoccupati, partecipanti a corsi o master in previdenza complementare.
  • soci onorari: senza vincolo di pagamento della quota associativa e senza diritto di voto in assemblea. Sono nominati dal consiglio Direttivo quale riconoscimento a personalità che per la       loro attività hanno svolto un ruolo di rilievo in ambito previdenziale e del welfare

Tutti coloro i quali intendono aderire all’associazione dovranno redigere una richiesta su apposito modulo, fatta eccezione per i soci onorari.

L’adesione all’Associazione è approvata dal Consiglio Direttivo a maggioranza dei componenti e la volontà dei membri del Consiglio può essere espressa anche via e-mail.

La proposta di nomina dei soci onorari, per cooptazione, è decisa a maggioranza dei componenti del Consiglio Direttivo in sede di riunione e indicata nel verbale.

I soci si impegnano ad osservare le norme del presente statuto, del codice etico e le deliberazioni assunte in conformità ad essi dagli organi dell’Associazione.

Articolo 5 – Socio onorario

In considerazione dell’intensa attività svolta per la diffusione della cultura previdenziale a Mefop S.p.A. è riconosciuta la qualifica di “Socio Onorario” dell’Associazione.

Articolo 6 – Recesso, decadenza ed esclusione

La qualità di “socio” si perde per recesso volontario o esclusione.

Si decade dalla qualifica di socio ordinario se entro l’anno solare non è stata pagata la quota associativa. La qualifica di socio si riacquista se successivamente si paga la quota.

L’esclusione può aver luogo per gravi inadempimenti degli obblighi statutari, del codice etico, o nel caso in cui l’aderente abbia posto in essere comportamenti incompatibili con le finalità dell’Associazione, quali risultano dal presente statuto e dalle deliberazioni degli organi associativi.

L’esclusione può aver luogo per gravi inadempimenti degli obblighi statutari ed, in particolare, per morosità nel pagamento della quota associativa, o nel caso in cui l’aderente abbia posto in essere comportamenti incompatibili con le finalità dell’Associazione, quali risultano dal presente statuto e dalle deliberazioni degli organi associativi.

L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo con la maggioranza di due terzi dei suoi componenti ed è comunicata al socio escluso, via posta elettronica, tramite messaggio con conferma di lettura contenente l’indicazione della deliberazione ed i motivi del provvedimento di esclusione.

Il recesso volontario può avvenire in ogni tempo, ma produce effetti solo dopo che siano decorsi tre mesi dalla ricezione della relativa comunicazione al consigliere con la carica di Segretario dell’Associazione.

La perdita della qualità di socio per recesso, esclusione o altra causa non dà diritto al rimborso dei contributi associativi versati e non fa venir meno l’obbligo di corrispondere i contributi associativi e gli eventuali conguagli dovuti per l’anno in cui si determina la perdita della qualità di socio e di adempiere gli impegni già assunti.

Articolo 7 – Contributi associativi

I soci sono tenuti al pagamento di un contributo annuale, eventualmente differenziato, il cui ammontare è proposto annualmente dal Consiglio Direttivo e approvato dall’Assemblea dei soci.

L’Assemblea dei soci, su proposta del Consiglio Direttivo o in presenza di particolari e specifiche esigenze, può deliberare la corresponsione di contributi straordinari con il voto favorevole di almeno 2/3 dei soci presenti.

La quota associativa è intrasmissibile.

Articolo 8 – Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

  1. a) l’Assemblea dei soci;
  2. b) il Consiglio Direttivo;
  3. c) il Presidente

Articolo 9 – Assemblea dei soci

Hanno diritto di intervenire all’Assemblea con diritto di parola e di voto gli associati, in regola con il pagamento della quota, alla data di invio dell’avviso di convocazione di cui al successivo articolo 10.

L’Assemblea delibera in merito:

  1. a) agli indirizzi e direttive generali dell’Associazione;
  2. b) all’approvazione del rendiconto consuntivo annuale e del preventivo;
  3. c) alla determinazione di contributi ordinari e straordinari nonché le modalità e i termini del versamento su proposta del Consiglio Direttivo,;
  4. d) alla nomina e revoca dei componenti del Consiglio Direttivo;
  5. e) alle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto;
  6. f) agli eventuali altri argomenti che il Consiglio Direttivo, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ritenesse di sottoporre.

Articolo 10 – Convocazione e deliberazioni dell’Assemblea

L’Assemblea è convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo mediante messaggio di posta elettronica contenente l’ordine del giorno, la data, il luogo e l’ora dell’adunanza, sia della prima che dell’eventuale seconda convocazione, da inviare ai soci almeno 15 giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

L’Assemblea si riunisce, in seduta ordinaria, una volta l’anno, entro il 30 giugno per l’approvazione del rendiconto consuntivo annuale e del preventivo; in seduta straordinaria, ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta al Presidente da almeno un terzo dei soci.

I soci intervengono alle riunioni personalmente o a mezzo di un loro rappresentante munito di delega scritta.

Ad ogni socio ordinario spetta un voto.

Possono essere attribuite al massimo tre deleghe.

L’Assemblea può riunirsi anche fuori della sede legale.

L’Assemblea può anche essere tenuta – su decisione del Consiglio Direttivo – mediante teleconferenza tra il luogo dell’Assemblea e le sezioni istituite in località diverse dalla sede assembleare.

In tale caso il Presidente dell’Assemblea nominerà uno o più soci presso ogni sezione con il compito di coordinare la partecipazione ai lavori assembleari ed eventualmente due scrutatori.

L’Assemblea, ferma restando la previsione del secondo comma dell’art. 7, è validamente costituita in prima convocazione con l’intervento di tanti soci che dispongano, in proprio o per delega, di almeno un terzo dei voti spettanti a tutti i soci e, in seconda convocazione, quale che sia il numero dei voti rappresentati.

Salvo che per quelle di cui all’ultimo comma dell’art.6, le deliberazioni dell’assemblea sono validamente assunte con il voto favorevole della maggioranza dei voti spettanti ai soci presenti in Assemblea. Nel conteggio della maggioranza dei voti non si tiene conto degli astenuti.

Le deliberazioni dell’Assemblea debbono risultare da un verbale redatto dal segretario e sottoscritto da questi e dal Presidente dell’Assemblea; ogni socio ha diritto di consultare il verbale.

Articolo 11 – Consiglio Direttivo

L’Associazione è diretta da un Consiglio Direttivo composto da 10 membri, eletti ogni tre anni dall’Assemblea in base al regolamento elettorale. Essi sono rieleggibili nella carica per non più di due volte consecutive.

L’eventuale sostituzione nel corso del triennio di uno o più componenti del Consiglio Direttivo, proposta da almeno due componenti il Consiglio, deve essere deliberata con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri rimasti in carica e sottoposta all’approvazione della prima assemblea successiva. I componenti così nominati restano in carica fino alla scadenza del triennio in corso.

Decadono dalla carica i Consiglieri che, senza giustificato motivo, non intervengano alle riunioni del Consiglio Direttivo per tre volte consecutive e, comunque, quelli che nell’anno solare non abbiano partecipato ad almeno metà delle riunioni indette.

Il Consiglio Direttivo:

  1. a) elegge il Presidente individuandolo tra i componenti;
  2. b) delibera sull’entità della quota associativa di cui al 1° comma dell’art. 7;
  3. c) predispone lo schema di rendiconto consuntivo annuale e il preventivo;
  4. d) redige la relazione sull’attività svolta da sottoporre all’approvazione dell’assemblea;
  5. e) predispone il programma annuale delle attività e definisce le linee generali del programma dell’Associazione;
  6. f) ha la facoltà di istituire sezioni locali in altre località d’Italia;
  7. g) ha la facoltà di istituire commissioni per lo studio di problemi e di specifiche aree tecniche di interesse dell’Associazione;
  8. h) delibera sull’ammissione ed esclusione di soci;
  9. i) vigila sulle strutture e sui servizi dell’Associazione;
  10. l) delibera su tutte le materie che non siano di competenza dell’Assemblea.

Articolo 12 – Convocazione e deliberazioni del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni volta che questi lo ritenga opportuno e, comunque, almeno 3 volte l’anno.

Il Consiglio Direttivo deve essere, inoltre, convocato ove almeno quattro consiglieri ne chiedano al Presidente la convocazione, specificando gli argomenti da porre all’ordine del giorno.

La convocazione viene effettuata dal Presidente mediante messaggio di posta elettronica, contenente l’ordine del giorno, nonché la data, il luogo e l’ora della riunione, da inviare almeno 7 giorni prima di quello fissato per la riunione e, in caso di urgenza, con preavviso di almeno 3 giorni.

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente e per la validità delle riunioni è richiesta la presenza, in proprio o mediante delega ad altro Consigliere, della maggioranza dei Consiglieri in carica e, per la validità delle deliberazioni, il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità, prevale il voto del Presidente.

Nella sua prima riunione, il Consiglio Direttivo provvede alla nomina, fra i suoi membri, del Presidente dell’Associazione, del Tesoriere, su spontanea candidatura ed a maggioranza degli stessi. Il Presidente è rieleggibile nella carica.

Nessun consigliere può essere portatore di più di una delega.

In deroga alle previsioni del terzo comma del presente articolo, ma ferme restando le modalità di convocazione, è ammessa la possibilità per i membri del Consiglio Direttivo di intervenire alle adunanze mediante l’utilizzo di sistemi di collegamento a distanza, in teleconferenza o in videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti alla riunione possano essere identificati e sia loro consentito di seguire la riunione e di intervenire in tempo reale nella trattazione e discussione degli argomenti all’ordine del giorno resi noti o comunque affrontati nel corso della riunione. Verificati questi presupposti, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trovano il Presidente ed il Segretario.

Le deliberazioni del Consiglio Direttivo debbono risultare da un verbale redatto dal Segretario e sottoscritto da questi e dal Presidente del Consiglio Direttivo.

Articolo 13 – Presidente

Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione. Egli ha il compito di:

  1. a) convocare e presiedere le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
  2. b) sovrintendere all’attività ordinaria dell’Associazione;

In caso di necessità e urgenza, ed al fine di evitare un danno grave all’Associazione, il Presidente può adottare provvedimenti rientranti nella competenza del Consiglio Direttivo, riferendone al Consiglio nella prima riunione successiva.

In caso di assenza o impedimento, il Presidente è sostituito nelle funzioni e prerogative dal componente del Consiglio Direttivo più anziano di età, la cui firma fa stato della indisponibilità del Presidente medesimo.

Tra i componenti del Consiglio Direttivo il Presidente designerà il ruolo di Segretario.

Articolo 14 – Segretario

II Segretario cura l’esecuzione delle deliberazioni del Presidente, del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea, redige i verbali delle riunioni, assicura la tenuta e il regolare aggiornamento del libro soci anche in formato elettronico, attende alla corrispondenza.

Provvede alla conservazione delle proprietà dell’Associazione ed esegue i vari mandati del Consiglio Direttivo.

Articolo 15 – Tesoriere

Il Tesoriere cura la regolare tenuta della contabilità e dei relativi documenti, prepara il rendiconto preventivo e consuntivo, la relazione sullo stesso e sottopone tutto al Consiglio Direttivo.

Articolo 16 – Fondo comune

Il fondo comune dell’Associazione è costituito dai contributi associativi versati annualmente dai soci, nonché da eventuali avanzi di gestione e da contributi straordinari eventualmente deliberati dall’Assemblea o da atti di liberalità provenienti da terzi.

E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

Articolo 17 – Scioglimento e liquidazione

L’Associazione si scioglie per il decorso del tempo stabilito per la sua durata, per il raggiungimento dello scopo o per deliberazione dell’Assemblea.

Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti dei soci.

La liquidazione dell’Associazione e del fondo comune è compiuta da un liquidatore nominato dall’Assemblea al verificarsi di una causa di scioglimento. Il liquidatore compie tutti gli atti necessari alla liquidazione.

Compiuta la liquidazione ed estinte le passività, il liquidatore redige un rendiconto finale. L’associazione ha l’obbligo di devolvere il patrimonio in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altro ente non commerciale che svolga un’analoga attività istituzionale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità.

Articolo 18 – Esercizio sociale

L’esercizio sociale si intende riferito ad anno solare.

Articolo 19 – Disposizioni finali

L’attività e l’organizzazione dell’Associazione sono disciplinate dal presente statuto, dagli artt. 36 e seguenti del Codice Civile, e dagli eventuali regolamenti che si rendessero necessari per meglio regolamentare specifici rapporti associativi o attività